Conosci l'osteopatia?

Conosci l’osteopatia?

Tu conosci l’osteopatia? Di seguito ecco un’indagine statistica.

Prima di spiegare agli utenti che cosa è l’osteopatia, abbiamo voluto capire, attraverso un questionario, cosa le persone sanno realmente di questa disciplina.

I risultati emersi possono servire a noi operatori per tracciare delle linee guida che ci permettano di divulgare in modo più specifico che cosa è e a che serve l’osteopatia.

Il campione da noi intervistato era formato da 220 soggetti compresi in una fascia di reddito medio, con una età che varia tra i 18 e gli 89 anni.

CONOSCI L’OSTEOPATIA?

Ai SI abbiamo chiesto “Che cosa è l’osteopatia?”

• Specializzazione ortopedia: 14,28%
• Disciplina che usa terapie manuali a scopo terapeutico: 69,84%
• Altro: 15,88%

Dai dati emersi si può notare come più della metà delle persone intervistate dicono di conoscere l’osteopatia.
Facendo un’analisi dettagliata circa 1/3 di essi, pur dichiarando di conoscerla non ha ben chiaro il significato e l’obiettivo dell’osteopatia.

TI SEI MAI RIVOLTO AD UN OSTEOPATA?

Ai SI abbiamo chiesto Per quali problemi?:

• Muscolo scheletrici: 100%
• Viscerali: 0%
• Neonatali o dell’infanzia: 0%

Con quali risultati?:
• Scarsi: 11,76%
• Mediocri: 11,76%
• Sufficienti: 23,53%
• Buoni: 52,95%
Tra gli intervistati, l’ 88,23% consiglierebbe ad altre persone di rivolgersi ad un osteopata.

Il suo osteopata è:
• Medico: 35,30%
• Fisioterapista: 64,70%
• Non so: 0%
• Altro: 0%

Come considera l’osteopatia?
• Disciplina alternativa alla medicina classica: 11,76%
• Disciplina complementare alla medicina classica: 70,59%
• Non so: 17,65%

Considerando che più della metà degli intervistati (57%) dice di conoscere l’osteopatia, di questi solo il 27% si è rivolto ad un osteopata.

I problemi che spingono le persone a consultare l’osteopata sono esclusivamente di origine muscolo-scheletrica (di questi quasi la totalità sono problemi alla colonna vertebrale).

Quest’ultimo dato ci deve far riflettere sul fatto che l’osteopatia viene considerata una disciplina che si occupa esclusivamente della colonna vertebrale e vengono totalmente ignorate le competenze osteopatiche in campo viscerale e cranio-sacrale.

La maggior parte delle persone si dichiara soddisfatta dei risultati ottenuti con il trattamento osteopatico. Questo dato ci conforta visto che la totalità degli osteopati a cui gli intervistati si sono rivolti, sono laureati in medicina o in fisioterapia.

E’ ben chiaro come l’osteopatia sia considerata come una disciplina complementare alla medicina classica e non appartenente alle cosiddette “medicine alternative”.

CHI LE HA CONSIGLIATO DI RIVOLGERSI AD UN OSTEOPATA?

Il paziente viene a conoscenza dell’osteopatia grazie soprattutto ai mezzi d’informazione (TV, giornali, internet) e sotto suggerimento del fisioterapista.

Solo l’ 11% circa delle persone che si sono sottoposte a trattamenti osteopatici sono stati indirizzati dai medici di base, che rappresentano il punto di riferimento primario per chi ha problemi di salute.

Questo dato, a nostro avviso molto rilevante, deve spingerci a divulgare l’osteopatia non solo tra gli utenti, ma soprattutto verso la classe medica.

Nella terza parte del questionario abbiamo analizzato i dati forniti dagli intervistati che non si sono mai rivolti all’osteopata e quelli che affermano di non conoscere l’osteopatia.

SI E’ MAI SOTTOPOSTO A TRATTAMENTI TERAPEUTICI?
Chi era il terapeuta?
• Fisioterapista: 44,30%
• Medico: 17,21%
• Altro: 38,49%

Di questo campione risulta che una parte considerevole si è sottoposta o si sottopone a trattamenti terapeutici di vario genere, non sempre effettuati da personale medico o paramedico.

Dolore ad Anca che porta dolore alla sciatica

Dolore ad Anca che porta dolore alla sciatica

Parlare di DOLORE all’ANCA, anca immobilizzata, anca infiammata o peggio ancora calcificata, è una cosa abbastanza comune tra persone di una certa età.

Sicuramente qualcuno che ne soffre o ne ha sofferto lo abbiamo conosciuto tutti e nella maggior parte delle volte, il dolore ad un’Anca porta spesso di conseguenza un dolore alla sciatica.

Purtroppo questa patologia, se non curata, potrebbe negli anni portarci ad un livello di degradazione tale da dover infine ricorrere alla protesi all’anca (situazione più grave).

La protesi è l’ultima spiaggia, perché ormai l’articolazione è andata come si suol dire: “in Rottamazione” purtroppo.

Arriviamo al dunque: Cos’è il dolore (ALGIA) all’anca?

Voglio spiegartelo il termine comune che anche te che non sei esperto capisci quali sono le cause che portano a questa problematica e soprattutto se trascurata, porta a formicolio fino al piede; ciò che è avvenuto a molti pazienti, oppure è possibile arrivare a non camminare più dovendo quindi ricorrere alla protesi all’anca.

Il tutto inizia con un dolore tra la testa del femore (sopra la coscia) e il bacino e nella maggior parte dei casi senti un dolore tra l’inguine e la parte glutea. Questo dolore è assente a riposo o è quasi nullo!

La cosa che è importante sottolineare, è che questo dolore è un EFFETTO, NON una CAUSA diretta.

Ciò significa che alla base deve esserci per forza uno o più elementi scatenanti che la determinano.

Non è come un raffreddore, o la febbre!

Per svilupparsi ha bisogno di un bel po’ di tempo, e poi se la trascuriamo può diventare Artrosi all’anca oppure come in alcuni pazienti, va ad intaccare anche il nervo sciatico portando al continuo formicolio alla gamba destra fino al piede.

Il corpo ci manda dei segnali più o meno chiari, che però solitamente (come sempre) noi non ascoltiamo!

Ma allora entriamo un po’ di più nel dettaglio: cosa succede esattamente al corpo che manda questo dolore?

La causa primaria è lo schiacciamento a livello articolare perché c’è troppa tensione della muscolatura attorno all’articolazione.

Quindi l’anca la sentiamo immobilizzata “come in una gabbia”, da una tensione muscolare troppo forte (l’accorciamento muscolare è un comune tassello in ambito di problemi muscolo-scheletrici), la quale porta la zona interessata mano a mano ad imprigionarsi sempre di più.

Tutta questa tensione può usurare l’articolazione consumando la cartilagine, comprimere il nervo sciatico, ecc.

Ma Perché allora esce questo fastidio che non ti permette di camminare bene e continui a prendere antinfiammatori pensando che avrai fatto sforzi a lavoro, ma in realtà non è così… ?

Le CAUSE possono essere davvero molte, ed è importante capire la VERA CAUSA affidandoti ad un professionista delle patologie muscolo-scheletriche (ad esempio un osteopata).

Ti elenco qui alcune delle cause più comuni riscontrate:

  • trauma diretto: una caduta sul fianco, un colpo, una botta.
  • tipo di lavoro: il lavoro che fai è importante infatti le persone che sollecitano molto questa articolazione come la sarta che deve pigiare il piede sul pedale della macchina da cucire, o l’agente di commercio, che deve rimanere ore e ore in macchina a guidare o il magazziniere che sposta la merce.
  • tipo di sport: anche in questo caso alcuni sport sono più propensi a portare problematiche all’anca, come atletica, arti marziali, calcio ecc.
  • cicatrici: con le aderenze che ne derivano portano i tessuti a tendersi e accorciarsi, creando accorciamenti muscolari che vanno a comprimere sull’articolazione.
  • sovrappeso: l’aumento di peso eccessivo porta un carico sul bacino che deve essere sostenuto e nel tempo provoca schiacciamento e affaticamento anche a livello dell’anca.
  • alterazioni posturali: se abbiamo un carico mal distribuito a carico della colonna vertebrale, questo molte volte si ripercuote sulle anche e sul bacino.
  • disturbi ai visceri: una parte di esso è a strettissimo contatto con il muscolo Psoas (che fa parte della muscolatura dell’anca).

Se i visceri del digerente risulta infiammato, teso, mal lavorante, questo provocherà a sua volta infiammazione e quindi tensione del muscolo Psoas (che vi passa proprio attaccato), portando poi rigidità e compressione all’articolazione.

Come avete capito le cause sono davvero molte, ed è a questo punto fondamentale affidarvi a chi ragiona in quest’ottica, cioè andando a lavorare sia sul fastidio, dolore dell’anca e sia sulla causa che lo ha determinato.

In cosa consiste il compito del bravo Terapista del dolore all’anca?

Come primo punto occorre naturalmente capire la CAUSA del problema e correggerlo, è come correre con il freno a mano della macchina tirato, accelerando sempre di più.


Dare libertà all’articolazione e alla muscolatura, togliendo tensione alla zona, quindi levando tensione, e permettendo all’articolazione di muoversi nuovamente più liberamente.

Lavorare sulle altre parti del corpo in tensione come i visceri o il movimento tra cranio e sacro.

Infatti dopo averti spiegato le CAUSE MAGGIORI, il compito del bravo terapista sta proprio nel cercare di combattere con ogni mezzo a sua disposizione, la regressione sia del dolore che dei sintomi.

Voglio raccontarti la Storia di un mio particolare paziente, un signore in Pensione di 60 anni che abita in piccolo paesino di campagna, un gran ex lavoratore.

Analizziamo assieme cosa è successo al. sig. Marco:

Il sig. Marco durante la sua vita ha fatto un lavoro pesante tanto che la sua anca sinistra è molto limitata, infatti il movimento è molto limitato tanto che è arrivato da me zoppicando: la sua fortuna è che già dall’età di 35 anni ha cominciato a fare della ginnastica tanto che l’articolazione non si è usurata così tanto da impedirne il completo movimento.

Lui arrivò da me per una Sciatica forte e per un leggero dolore inguinale, tanto che i terapisti che lo avevano visitato precedentemente, trattarono solo la Schiena: COSA SBAGLIATISSIMA.

Dopo una valutazione Posturale cosa avevo capito?

La sua sciatica era collegata anche per un blocco all’articolazione del bacino (coxo-femorale).

Dal blocco al bacino aveva portato in tensione i muscoli profondi, infiammando così anche il nervo sciatico fino al polpaccio.

La gamba sinistra appoggiava di più, infatti il gluteo sinistro era più basso.

Grazie alla Terapia Osteopatica Posturale ora è notevolmente MIGLIORATO: il movimento del bacino, sparito il formicolio fino al piede sinistro e zoppica molto meno.

Il nostro compito è proprio questo, capire il collegamento tra i fattori che generano un problema, dalla sua radice.